“Lettera sulla pinguedine”: un percorso per aiutare il prossimo

Of all the parasites that affect humanity I do not know of, nor can I imagine, any more distressing than that of Obesity.

William Banting è stato un famoso becchino inglese vissuto in età vittoriana, anche se della sua professione non amava parlarne in giro perché non ne andava particolarmente fiero. Ha passato gran parte della vita a lottare contro i problemi di peso – soffriva di obesità – e ad oggi viene ricordato soprattutto per la popolare dieta basata sulla limitazione dell’assunzione dei carboidrati e di altri alimenti malsani. Gli elementi nocivi li definiva alla stregua di “parassiti”(un’immagine metaforica “forte”, in riferimento al parassitismo animale): erano elementi che occupavano abusivamente il corpo, ma come tali potevano anche essere scacciati. Dopo aver seguito i suggerimenti del medico William Harvey, ha deciso di scrivere un opuscolo intitolato Letter on Corpulence, che conteneva il piano della dieta che lo aveva portato a perdere i chili superflui. L’obiettivo di Banting non era solamente quello di condividere la sua ricerca del benessere fisico con quante più persone possibile, ma anche di trasformare un traguardo personale nel traguardo di tutti coloro che erano intenzionati a intraprendere lo stesso percorso.

Sin da quando ho pubblicato la terza edizione di questo libretto ho più volte tentato con insistenza di convincere il mio consulente medico a spiegare le ragioni dei risultati straordinari raggiunti da me e altre persone sperimentando il piano alimentare da lui prescritto.

L’essere grassi – o meglio, corpulenti – è un “male” che provoca danni soprattutto fisici. Molti sono stati i tentativi di Banting per tornare in forma, e le difficoltà incontrate derivavano soprattutto dal fatto che a stimolarlo era di più il cibo che lo circondava. Nel piano, ha tenuto conto di diversi elementi: degli alimenti assunti, dei giorni di digiuno, delle cure termali e persino degli esercizi svolti in passato non andati a buon fine (e che anzi aumentavano il suo senso di fame portandolo a mangiare più del dovuto). Il risultato è stata una dieta che consisteva nell’esclusione dello zucchero e in quattro pasti al giorno composti da carne, frutta, verdura e vino secco.

L’opuscolo raggiunse una popolarità tale da diventare addirittura un modello per le diete moderne. Inizialmente pubblicato a spese di Banting, l’acclamato successo gli permise presto di poterlo vendere anche al grande pubblico: una diffusione che non si doveva solamente all’efficacia del percorso alimentare, ma anche a tutta una terminologia (Do You Bant?Stay Banting?) nata proprio in quegli anni e che è rimasta un vivo riferimento al suo metodo.

Lettera sulla pinguedine è un pamphlet interessante sotto vari punti di vista. Da una parte raccoglie la dieta di Banting e anche delle considerazioni per approfondire alcune tappe del percorso alimentare e il contesto per cui è stato creato; dall’altra è una bussola utile per comprendere che l’approccio al corpo e al sentirsi bene con se stessi non è una questione recente, ma un concetto ben radicato anche nel passato. La differenza tra ieri e oggi si delinea soprattutto nel ruolo attivo e invadente dei “social”: ormai diventati una sorta di megafono tra accettazione e giudizio.

Senza addentrarci in valutazioni sull’efficacia di un regime dietetico rispetto all’altro, ci interessa richiamare l’attenzione del lettore curioso che si cimenterà con la lettura di questo breve testo sulla diversa percezione dell’obesità oggi e ai tempi di Banting.

Per chi, come Banting, ha sofferto per il peso o ha avuto – o ha tutt’ora – problemi ad accettare la propria fisicità, questa lettura potrebbe diventare sia uno stimolo sia una compagna straordinaria per affrontare quella giungla di giudizi che è la realtà contemporanea, dove si è iper giudicati per ogni foto pubblicata, prettamente e perennemente focalizzata sulla perfezione estetica. 

Chiunque sia affetto da questa sofferenza, come non bastasse, è spesso oggetto di critiche pubbliche; e seppur consciamente possa dar poca importanza alla cosa, sono certo che nessun uomo gravato dall’obesità possa davvero rimanere indifferente dinanzi ai commenti crudeli e irrispettosi della gente, nei raduni o sui mezzi pubblici oppure nel traffico stradale.

All’origine della scrittura di Banting c’era la necessità di compiere qualcosa di concreto per se stesso; con il tempo, il suo lavoro, ha spinto molti a comprendere che una corpulenza fuori dalla “norma” non era affatto qualcosa di definitivo, ma una questione risolvibile adottando uno stile di vita sano e con una buona dose di forza di volontà. Un problema non certo irreparabile, ma comunque da non da sottovalutare, che dovrebbe essere supportato non solo con un percorso alimentare equilibrato ma anche attraverso un aiuto psicologico che contrasti nettamente fenomeni come la derisione o il body shaming).

In definitiva, la lettura del breve saggio del corpulento Banting ci permette di affrontare il tema dell’obesità in modo lieve e ottimista. Al di là dell’efficacia del regime dietetico in sé, come Banting stesso umilmente dichiara, il testo vuole fungere da “stepping-stone to public investigation”. La scrittura ironica, piena di metafore ad effetto e di termini desueti ma di grande fascino, ci insegna a voler più bene a noi stessi, a rimettere al centro dei discorsi sull’obesità il proprio “ben essere portando al contempo in secondo piano il culto dell’immagine che pervade la percezione contemporanea del “grasso”.

Vuoi leggere Lettera sulla pinguedine? Clicca qui

2 risposte a ““Lettera sulla pinguedine”: un percorso per aiutare il prossimo”

  1. interessante. Non tanto il post, quanto tutto il blog. Ci vorrebbero due vite a ognuno di noi, una per la vita normale, l’altra per leggere te e diversi altri come te. Ma ne abbiamo una sola, quella sbagliata.

    "Mi piace"

    1. È uno dei commenti più belli che abbia letto. Grazie mille, mi ha risollevato un po’ il morale.

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un’icona per effettuare l’accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s…