Charles Dickens

Charles Dickens, secondo di otto figli, nasce il 7 febbraio 1812 a Laudport, nei pressi di Portsmouth, in Inghilterra, da John Dickens e Elisabeth Barrow.

Anche a causa di una salute piuttosto cagionevole, Charles si dedica già in tenera età alla lettura solitaria di libri e testi che alimentano la sua fantasia e delineano anche la sua futura vocazione. Tra essi compaiono Le mille e una notte; il Don Chisciotte; il Robinson Crusoe; le opere, ironiche e satiriche, del francese Lesage, dello scozzese Smollett e degli inglesi Fielding e Goldsmith.

Il brusco arresto del padre – il 20 febbraio del 1824 – lo costringe, a soli dodici anni e per una paga da fame, a lavorare presso una fabbrica di lucido da scarpe. Per sei mesi, in una vecchia baracca infestata dai topi, incollerà etichette sui flaconi insieme ai ragazzi dei bassifondi di Londra che lo chiamavano “il Signorino”: un’esperienza indelebile e traumatica che non solo minerà il suo precario equilibrio psicologico ma segnerà anche la sua produzione letteraria, tesa in qualche modo a elaborare tutte quelle situazioni legate a un’infanzia sofferente, ai padri inetti e agli spazi di prigionia (reali o immaginari che fossero).

La svolta accade quando viene assunto dall’autorevole «Morning Chronicle”. Dotato com’è di una straordinaria acutezza d’osservazione, si dedica in quegli anni all’esplorazione di Londra, soprattutto nei sobborghi più lontani, trasformati dalla speculazione edilizia in veri e propri ghetti umani. Intanto, cerca anche di migliorare la propria cultura leggendo molto e recandosi appena possibile al British Museum.

Dickens attaccò le istituzioni inglesi con una ferocia senza precedenti all’epoca. Eppure, riuscì a farlo senza farsi odiare, e, soprattutto, a farsi apprezzare e lodare dalle stesse persone che aveva criticato, in modo da divenire egli stesso una istituzione nazionale. [George Orwell su Charles Dickens]

Con lo pseudonimo di “Boz”, comincia a pubblicare alcuni bozzetti umoristici sul “Monthly Magazine” – raccolti poi in due volumi illustrati, sullo stile della moda del tempo – con il titolo: Gli schizzi di Boz. L’anno più importante per Charles Dickens è sicuramente il 1836: la casa editrice Chapman & Hall gli chiede una serie di articoli che diventeranno la fortunatissima serie de Il Circolo Pickwick e lo renderanno celebre in tutto il Regno Unito. Attraverso le dispense mensili a puntate, conquista ben presto un vasto pubblico di lettori, tant’è che anche la «Gente che non ha mai letto un libro legge Dickens».

È proprio a partire da questo momento che la vita di Dickens si identifica con quella dello scrittore. A un ritmo davvero frenetico pubblica: Oliver Twist (1838), Nicholas Nickleby (1839), il racconto grottesco La bottega dell’antiquario (1840) e Barnaby Rudge (1841).

Nell’anno 1775, c’era ai margini della foresta di Epping, a circa dodici miglia da Londra – a partire dal Ceppo in Cornhill, o piuttosto dal luogo nel quale o accanto al quale il Ceppo era in passato – un albergo chiamato la Cuccagna; il che era mostrato a tutti quei viaggiatori che non sapessero né leggere né scrivere (e sessantasei anni fa molta gente, sia che viaggiasse, sia che non viaggiasse, si trovava in questa condizione) dall’emblema innalzato sul ciglio della strada di fronte alla casa, emblema che, se non di quelle ragguardevoli proporzioni che gli alberi della cuccagna solevano presentare nei tempi andati, era tuttavia un bel frassino giovane, alto trenta piedi e più dritto di saetta mai scoccata da arciere inglese. [Da Barnaby Rudge]

Il viaggio in America del 1842 – a bordo del battello a vapore “Britannia” – lo portano in contatto con la deludente realtà americana, ancora più crudele e misera di quella inglese. Dalle sue critiche e considerazioni nasceranno i Taccuini americani e il romanzo Martin Chuzzlewit, che però non otterrà il successo sperato. Oltre ai soggiorni in Svizzera, Francia e Italia (da cui scaturiranno Impressioni italiane), dal 1843 al 1848 vengono pubblicati i popolarissimi Racconti di Natale.

Io non ho cercato un’eccessiva minuzia di dettagli nel tratteggiare i personaggi. Il mio intento fu, in questo tipo di fantasiosa pantomima (a whimsical kind of masque) che il buonumore della stagione giustificava, di risvegliare pensieri d’amore e di tolleranza, mai fuori luogo in un paese cristiano. Ho la gioia di credere di non avere del tutto mancato il mio scopo. [Dalla prefazione del 1852 di Racconti di Natale]

Gli anni Cinquanta sono perlopiù legati al teatro – altra passione giovanile -e all’editoria. In veste di autore, regista, organizzatore e primo attore, mette in scena numerosissimi spettacoli, anche al cospetto della regina Vittoria, sua grande ammiratrice. Contemporaneamente, decide di fondare anche una nuova testata giornalistica di cui è editore e direttore: la “Household Words”, che poi diventerà la “All the Year Round”.

Era il tempo migliore e il tempo peggiore, la stagione della saggezza e la stagione della follia, l’epoca della fede e l’epoca dell’incredulità, il periodo della luce e il periodo delle tenebre, la primavera della speranza e l’inverno della disperazione. Avevamo tutto dinanzi a noi, non avevamo nulla dinanzi a noi. [Da Racconto di due città, testo del 1859 pubblicato per la prima proprio sulla rivista “All the Year Round”. Insieme a Barnaby Rudge è l’unico romanzo storico scritto da Charles Dickens.]

Nel 1849 cominciano le prime pubblicazioni a puntate del David CopperfieId, nel 1853 esce Casa desolata, mentre nel 1854 è il turno di Tempi difficili, testi tutti quanti dedicati a temi di denuncia sociale. Un traguardo importante è rappresentato senz’altro dall’inizio delle “Letture” delle sue opere, cominciate nel 1858, che lo avvicineranno sempre di più al folto pubblico che ha saputo conquistarsi negli anni.

Gli imprenditori di Coketown, li si trattasse pure col massimo riguardo, loro andavano in pezzi con una tale facilità da far sospettare qualche difetto all’origine. Furono rovinati quando si chiese loro di mandare i bambini a scuola invece che prenderli in fabbrica; furono rovinati quando si inviarono ispettori del lavoro in fabbrica; furono rovinati quando questi ispettori manifestarono qualche dubbio sulla legittimità del fatto che tante persone fossero triturate a pezzettini dai loro macchinari. [Da Tempi difficili]

L’ultimo decennio della sua vita è contrassegnato dall’uscita di tre romanzi: Grandi speranze (1861), Il nostro comune amico (1865) e Il mistero di Edwin Drood, romanzo poliziesco rimasto incompiuto. Nel 1865, Charles Dickens rimane coinvolto in un terribile incidente ferroviario da cui non riuscirà a riprendersi più. Morirà, improvvisamente, il 9 giugno del 1870.

VOCI CORRELATE

La bibliografia di Charles Dickens

Racconti di Natale

Barnaby Rudge

Tempi difficili

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